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Continua in Valle d’Aosta Babel, il festival della parola

BABEL, IL FESTIVAL DELLA PAROLA IN VALLE D’AOSTA:
PROGRAMMA DI VENERDI’ 6 MAGGIO

Questo il programma di venerdì 6 maggio della seconda edizione di Babel, il festival della Parola in Valle d’Aosta.

Alle ore 11, nella Casa di Babel, la sezione BABELÉcole proporrà Enzo Siciliano: quel giorno di indimenticabile bellezza, a cinque anni dalla morte. Ricordo e testimonianza di Arnaldo Colasanti. L’evento è riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Cinque anni fa moriva uno degli intellettuali più complessi e rigorosi dell’Italia del dopoguerra. Enzo Siciliano, scrittore, filosofo, critico letterario e presidente della RAI nella stagione più innovatrice della televisione pubblica italiana. Cresciuto nel milieu di grandi poeti e narratori come Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini, Siciliano ha lasciato una eredità culturale, civile ed editoriale unica per forza poetica e coraggio civile. A cinque anni dalla scomparsa, lo ricordano, a Babel, un libro (La stanza chiara) di Arnaldo Colasanti e un documentario (Enzo Siciliano, lo scrittore e il suo guscio, di Catherine Mc Gilvray), raccolti nel cofanetto Enzo Siciliano. Quel giorno di indimenticabile bellezza (Fandango), ritratto intimo di un uomo che ha avuto la forza, il coraggio e la fortuna di poter vivere di cultura, trasmettendola e coltivandola.

Alle ore 18, alla Casa di Babel, la sezione BABELAutori proporrà Una storia d’amore. Sveva Casati Modignani racconta il suo libro Mister Gregory (Sperling & Kupfer, 2010).
Rosacoraggio, perché per raccontare l’amore, come per viverlo, di coraggio ce ne vuole molto. Sveva Casati Modignani racconta da trent’anni l’amore e i sentimenti, con una formula narrativa inedita. Sotto questo nome se ne nascondono due, Bice Cairati e suo marito (scomparso nel 2004), una coppia di sposi che racconta, sotto mentite spoglie, decine di passioni, tradimenti, delusioni e speranze. Mister Gregory, che Sveva-Bice porta a Babel, è il primo romanzo in cui l’autrice abita la mente e nel cuore di un uomo, attraverso un viaggio di “apprentissage” lungo un Secolo e due Continenti. Sveva Casati ha venduto oltre dieci milioni di copie dei ventuno libri pubblicati e tradotti in diciassette lingue. Ci vuole coraggio a raccontare le donne per le donne, senza compromessi, e naturalmente a saper scrivere anche per chi, abitualmente, non va in libreria: “quanto allo stile”, ha detto citando Stendhal, “l’ha inventato qualcuno che non aveva niente da dire”. Sveva Casati Modignani è una delle firme più amate della narrativa contemporanea. Il primo romanzo, Anna dagli occhi verdi, è stato pubblicato nel 1981, inaugurando un genere unico e inimitabile. Al primo, fortunato romanzo, ne sono seguiti fino a oggi altri venti, tutti coronati da un crescente favore dei lettori e dei critici e in parte diventati anche sceneggiati televisivi e film di successo.

Alle ore 19.30, nella Libreria Agorà, la sezione BABELAssaggi proporrà Gli autori valdostani. Lettura di Paola Corti, con accompagnamento musicale a cura della Sfom, Scuola di Formazione e Orientamento Musicale della Fondazione Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta.

Alle ore 21, al Palais Saint-Vincent, la sezione BABELMusica proporrà Marinai, profeti e balene. Vinicio Capossela in concerto. Tour 2011.
Figlio di figli della terra irpina, Capossela è nato in Germania, ad Hannover, nel dicembre del 1965, anche se poi ha trovato la sua strada musicale in Emilia. Bologna è stata il teatro del suo primo disco, il sorprendente, fin dal titolo, All’una e trentacinque circa. Vince il Premio Tenco per la migliore opera prima e da allora ha sfornato, in media, due dischi all’anno. Ma è nei concerti che l’arte di Capossela trova consacrazione ed è attraverso i concerti che ha creato il suo pubblico, fedele ed appassionato, sia in Italia che all’estero. Il 2011 registra la sua ultima uscita discografica che segna l’ennesimo capitolo di una storia ancora da scrivere. Evento inserito nella programmazione della Saison Culturelle 2010/2011. Biglietto unico: 30 euro.

Alle ore 21, nella Libreria Agorà, la sezione BABELAutori valdostani proporrà Isoke Aikpitanyi a colloquio con Marika De Maria per raccontare il suo libro 500 storie vere.

Il calendario degli eventi è anche consultabile sul sito internet www.babelfestival.it e grazie all’applicazione per iPhone dedicata all’evento (scaricabile da AppStore).

Per informazioni: Tel. 0165273431 – 273457 (orario ufficio)

www.babelfestival.it

La società dei beni comuni

La Casa per la Pace La Filanda (Via Canonici Renani, 8 – Casalecchio di Reno) propone un doppio appuntamento sui beni comuni nella giornata di martedì 1 marzo.
Alle ore 18.00, il giornalista ed ex parlamentare Paolo Cacciari presenterà il libro da lui curato “La società dei beni comuni” (Ediesse, 2011): una rassegna di 19 opinioni italiane sul tema dei “commons”, i beni primari come aria, acqua, terra, energia e conoscenza, la cui gestione tramite una mera logica di mercato, secondo il “pensiero unico neoliberista”, si è rivelata fallimentare ma viene ancora caldeggiata dal sistema politico.
Alle ore 20.45, Cacciari interverrà insieme a Roberta Caldin, Professore Straordinario di Pedagogia Speciale presso l’Università di Bologna, all’incontro “I beni comuni“: un dibattito sul ruolo dei “commons” nella promozione di una società giusta e democratica.

Gli appuntamenti del 1 marzo inaugurano il ciclo di incontri su “Acqua bene comune, diversità bene comune: contaminazioni solidali” (in preparazione alla nona edizione di “Una vasca lunga un giorno”), che proseguirà martedì 8 marzo con “Acqua che cura”, incontro con il naturopata Erus Sangiorgi. Martedì 22 marzo, dibattito a più voci sulle visioni del fiume che attraversa Casalecchio, in “Si fa presto a dire Reno”. Infine, martedì 29 marzo, incontro con Emilio Molinari per parlare di “Autoritarismo e partecipazione” nella situazione italiana dell’acqua. Tutti gli incontri sono a ingresso libero e in programma alle ore 20.45.

Per informazioni:

Casa per la Pace “La Filanda” – Tel. 051.6198744 – www.casaperlapacelafilanda.it

Salariate dell amore

Lunedì 14 febbraio, alle ore 17.30, presso la Casa della Conoscenza (Via Porrettana 360 – Casalecchio di Reno) – Piazza delle Culture, Sara Accorsi e Anna Natali presentano il loro libro “Salariate dell’amore. Storie e faccende di meretrici nell’Ottocento bolognese” (Maglio, 2010).
Le storie di undici personaggi che ruotano intorno alle case di tolleranza di San Giovanni in Persiceto e della campagna bolognese tra il 1859 e il 1893 (prostitute, pubblici ufficiali, medici, mammane…), ricostruite da documenti di archivio, vengono fatte rivivere abbinando brio narrativo e precisione storica, sullo sfondo della grande storia della prostituzione e dei comportamenti sessuali: una lettura capace di suggerire riflessioni e domande che arrivano fino agli scandali sessuali del presente.

A cura della Biblioteca C. Pavese

Per informazioni: Tel. 051.598300 – E-mail biblioteca@comune.casalecchio.bo.it

L’Istituzione Casalecchio delle Culture è nata nel 2006 come strumento di gestione e sviluppo del sistema culturale di Casalecchio di Reno, formato da contenitori come Casa della Conoscenza, Biblioteca Comunale “Cesare Pavese”, Teatro Comunale “A. Testoni”, Centro Giovanile Blogos, Casa per la Pace “La Filanda” e Casa della Solidarietà “A. Dubcek”, al fine di garantire la partecipazione dei cittadini e il miglioramento della qualità dell’offerta culturale. L’Istituzione gestisce per l’Amministrazione Comunale anche il sistema delle cerimonie civili, i gemellaggi istituzionali e la promozione di associazionismo e volontariato.
Il Consiglio di Amministrazione, nominato dal Sindaco, è presieduto da Paola Parenti e composto da Alberto Alberani, Giancarla Codrignani, Silvia Evangelisti e Raffaella Iacaruso.
Per informazioni: 051.598243 – info@casalecchiodelleculture.it – www.casalecchiodelleculture.it

Si è concluso con successo il Festival dell’Editoria Indipendente “DeScritto”

Si è concluso lo scorso sabato, 6 novembre 2010, l’appuntamento con la prima edizione di DeScritto, il Festival dell’Editoria Indipendente, promosso dalla casa editrice “Villaggio Maori” e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Grandi Eventi del Comune di Catania. Per tre giorni, la città di Catania è stata il punto di incontro di editori indipendenti, autori affermati ed emergenti, giornalisti, collettivi di scrittori, circoli e riviste letterarie. Con lo slogan “La cultura è futuro”, il festival ha dato voce alle piccole realtà editoriali, a quei piccoli e coraggiosi editori italiani indipendenti, diventando una vera e propria vetrina per parlare di letteratura e di opere che sicuramente sarebbero state ignorate per mancanza di pubblicità.

“DeScritto – spiega Salvatore La Porta, direttore editoriale di Villaggio Maori Edizioni- è stato ideato anche come una festa aperta a tutti, con spazio anche per la musica, il teatro e le altre forme d’arte. Una tre giorni per sensibilizzare la gente su quella letteratura che non si fa guidare dalle logiche di mercato, facendo conoscere dal vivo chi scrive e chi edita”.

Tra gli appuntamenti importanti che hanno caratterizzato questa edizione: il convegno dal titolo “Giornalismo e letteratura: dal reportage al corsivo. L’Arte e la Tecnica dell’Editoriale”, tenutosi presso il Coro di Notte del Monastero dei Benedettini di Catania, al quale sono intervenuti l’Assessore alla Cultura e Grandi Eventi, Marella Ferrera, l’ex Direttore del Corriere della Sera, Nino Milazzo e il giornalista del Corriere della Sera, Alessandro Cannavò; la lezione frontale sul tema “Giornalismo e letteratura: dal reportage al corsivo. Quel mostro in prima pagina”, tenuta dalla giornalista de L’Unità, Manuela Modica. Numerosi stand di editori e spazi di reading pubblici, presentazioni di libri, premi letterari, spettacoli e dibattiti con Ed. Caribou, Ed. Gruppo Albatros, Ed. Villaggio Maori, Liux Edizioni, Ed. Mesogea. Spazio anche alla performance musicale con le esibizioni dal vivo dell’Istituto musicale Delta Rho e del Duo da Barba e all’angolo ristorazione a base di cucina biologica curato da La Cucina dei Colori.

E per concludere DeScritto, sabato 6 novembre, arte e cultura, tra mostre e performance musicali. Un lungo pomeriggio iniziato con l’inaugurazione, presso la libreria Tertulia, della mostra “Città di Segni. Un viaggio fantastico attraverso la Sicilia del sud est “ di Rosa Cerruto: fra le più belle città del sud est della Sicilia, attraverso illustrazioni che evocano un mondo fantastico e onirico, ispirato a poeti e scrittori siciliani. Per continuare con l’aperitivo letterario in compagnia di Antonello Mangano, autore del libro “Gli africani salveranno l’Italia”: un viaggio tra la rivolta di Rosarno e il razzismo quotidiano, la resistenza alle mafie dei lavoratori stranieri. In un’Italia che tollera ormai troppo, il valore irriducibile di chi non accetta le regole del sopruso. E che può cambiare il Paese.

Per salutare quest’edizione di DeScritto, alla Sala Lomax, la performance culturale “Carta Bianca”: un omaggio alla scrittura, alla narrativa, alla parola, con la produzione artistica di Villaggio Maori Edizioni e Motomimetico e la direzione artistica di Giorgio Rizzo ed Emma Scialfa.

Un happening finale ispirato al famoso blocco dello scrittore, a quella terribile sensazione di non riuscire a mettere neppure una parola in fila all’altra che abbia un senso e alla pagina che resta bianca.

“Questa serata- ha spiegato Giorgio Rizzo – è stata ideata come passaggio di testimone dalla chiusura di DeScritto alle attività della Lomax, con il premio “Carta bianca” che mi è stato assegnato come artista. Ho voluto rappresentare una visione onirica di quello che può essere un momento dello scrittore. Carta bianca è l’incubo dello scrittore, il blocco delle idee che causa una sorta di delirio momentaneo”.

“Giorgio è il maestro dei suoni- conclude Emma Scialfa – e io gli ho dato semplicemente una mano a tirare fuori una drammaturgia di quello che potrebbe essere la situazione di uno scrittore che deve dare forma ai suoi pensieri. Noi chiaramente abbiamo lavorato sul suono di questi pensieri, sul suono di tutto quello che viene prodotto. Tutto quello che produce suono nello scrivere, durante la performance, appartiene ad un oggetto antico: la carta, la matita, la macchina da scrivere, il rumore del cassetto dello scrittorio di legno”.